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Modulo PushOver: approccio convenzionaleL'analisi pushover convenzionale (non adattiva) è frequentemente utilizzata per stimare la capacità in direzione orizzontale di strutture che manifestano una risposta dinamica non affetta in modo significativo dal livello di deformazione raggiunto (i.e. la distribuzione di forze orizzontali, che mirano a simulare la risposta dinamica, può essere assunta costante).
L'analisi pushover convenzionale è caratterizzata dalla intrinseca incapacità di tenere conto degli effetti che il progressivo degrado della rigidezza, tipico in strutture soggette a carichi sismici elevati, ha sulle caratteristiche della risposta dinamica della struttura, e quindi sulla distribuzione delle forze statiche equivalenti applicate durante la pushover. Infatti la natura fissa del carico applicato sulla struttura ignora la potenziale ridistribuzione delle forze durante una effettiva risposta dinamica, che l'analisi pushover cerca in qualche modo di cogliere. Di conseguenza le derivanti modifiche nelle caratteristiche modali della struttura (solitamente allungamento del periodo) e le conseguenti variazioni nell'amplificazione della risposta dinamica non sono tenute in conto, con il rischio di introdurre inaccuratezze non trascurabili, soprattutto in quei casi in cui l'influenza dei modi alti diviene significativa. Questi effetti possono essere tenuti in conto per mezzo della Pushover Adattiva, non ancora implementata in IperSpace Max. Fasi di caricoNell'analisi pushover, i carichi applicati solitamente consistono in carichi gravitazionali permanenti in direzione verticale (z) e in carichi incrementali in una o entrambe le direzioni trasversali (x e y). La grandezza dell'incremento di carico Il modo con cui il fattore di carico dove per ogni direzione del sisma, fissato il tagliante alla base in modo arbitrario, è possibile definire:
Il carico incrementale P può consistere in forze o spostamenti, permettendo quindi di condurre sia pushover con incrementi di forza che di spostamento. Chiaramente in molti casi l'applicazione di forze è preferibile in quanto imporre che la deformazione di una struttura abbia una forma predefinita può nascondere le caratteristiche della risposta vera (ad sempio piano soffice). In generale, tenendo conto che per ogni direzione devono essere effettuate due analisi, una con distribuzione uniforme e l'altra con distribuzione di tipo lineare, si hanno come minimo 4 calcoli. E quindi 4 curve pushover. Per ulteriori approfondimenti si consiglia lo scaricamento delle dispense relative al convegno tenuto dal Prof. Rui Pinho in occasione di una edizione del SAIE di Bologna. Clicca qui per scaricare la documentazione. |