Il mondo dell’edilizia, nel 2017, ha creato un nuovo strumento per incentivare la messa in sicurezza degli edifici contro il rischio sismico: il Sisma Bonus. Esso consiste in una detrazione fiscale finalizzata ad incentivare le spese per interventi strutturali specifici con degli sgravi fiscali che partono dal 50% fino ad un massimo dell’80% dell’importo. La Legge di Stabilità 2018 ha confermato il Sisma Bonus e l’Eco Bonus come mezzi utili ad incentivare gli investimenti nel mondo delle costruzioni.

Sull’argomento si è soffermato il Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Armando Zambrano il quale ha affermato “Il Sisma Bonus è molto importante per almeno tre motivi. Intanto la portata strategica dello strumento, in quanto, per la prima volta, si è giunti ad un intervento agevolativo finalizzato a promuovere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione dal rischio ed uno strumento operativo che agisce in via preventiva, piuttosto che dopo il verificarsi di un sisma distruttivo.”

“Un secondo aspetto importante – ha continuato Zambrano –  concerne il potenziale raggio di intervento di tale misura. Il Sisma Bonus può agevolare interventi di miglioramento della sicurezza degli edifici su quasi tutto il territorio nazionale, agendo su tre delle quattro aree di classificazione sismica. Infine, è importante la modalità attraverso cui viene attivata l’intera procedura per l’ottenimento delle agevolazioni che passa per una certificazione di esclusiva competenza di personale tecnico competente sulla materia.”

“Tuttavia, sono ancora rilevabili già oggi alcune criticità che possono depotenziare l’efficacia di tale misura e che sono emerse da una rilevazione effettuata dal nostro Centro Studi”.

Dallo studio effettuato dal CNI è emerso che su un campione di 4 mila tecnici ingegneri, solo un terzo conosce in maniera abbastanza approfondita l’argomento mentre il resto lo ignora o non lo conosce del tutto. Altro dato importante è che la conoscenza del Sisma Bonus è maggiore nelle aree colpite dai recenti eventi sismici, infatti circa il 40% dimostra una buona dimestichezza. La criticità comunque evidenziata dal primo incontrovertibile dato è confermata da questi ulteriori numeri: solo il 6,1% dichiara di aver effettuato pratiche connesse al Sisma Bonus e il 12,6% si attiverà a breve.

Nonostante si creda che il rinnovo nella nuova Legge di Bilancio sensibilizzerà ancora di più i progettisti e gli strutturisti, il CNI individua in 4 punti le principali criticità: la scarsa consapevolezza dei proprietari di immobili della necessità di interventi di mitigazione del rischio (37,8% degli intervistati); i lavori per la mitigazione del rischio percepiti come eccessivamente invasivi (28,3%); l’impossibilità, per gli incapienti, di ricorrere al Sisma Bonus (26,9%); la scarsa conoscenza della misura da parte dei proprietari di immobili (26,7%).

La Soft.Lab in merito al Sisma Bonus è molto sensibile alla diffusione dello strumento ed in più occasioni ha organizzato conferenze e webinar per promuovere la cultura della mitigazione e della prevenzione del rischio sismico. Ricordiamo che grazie al modulo SismoCheck di IperSpace è possibile effettuare la classificazione sismica complessa degli edifici secondo l’agevolazione Sisma Bonus, introdotta dal DM 65/2017, che prevede la possibilità di fruire di una detrazione fiscale sugli interventi di adeguamento sismico delle case, degli immobili delle attività produttive e dei condomini.

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