Progettazione

Nodi in acciaio: aspetti tecnici ed esempi applicativi

30 Gennaio 2023

I nodi sono i dispositivi necessari a collegare elementi diversi, tramite cui è possibile trasmettere le caratteristiche di sollecitazione tra le varie membrature collegate; si hanno nodi pilastro – trave, trave principale – trave secondaria, pilastro – fondazione. La Norma, al paragrafo 7.4.4.3, definisce il nodo come “la zona del pilastro che si sovrappone alle travi ad esso concorrenti”, distinguendone due tipologie:

  • interamente confinato, quando in ognuna delle quattro facce si innesta una trave;
  • non interamente confinato, quando non appartiene alla categoria precedente.

È un elemento fondamentale in ambito strutturale, a cui bisogna prestare grande attenzione perché, essendo l’elemento di connessione di travi e pilastri, deve avere caratteristiche di resistenza tali da evitare la rottura anticipata rispetto agli elementi che esso collega. Da un punto di vista meccanico, i nodi possono essere classificati in funzione della rigidezza rotazionale o del momento resistente. Secondo la rigidezza rotazionale si hanno nodi:

  • a cerniera, che trasmettono le forze interne senza far sviluppare momenti secondari significativi;
  • rigidi, che trasmettono le sollecitazioni di progetto evitando che la sua deformazione faccia insorgere effetti secondari che possano ridurre la resistenza dell’unione; non si manifesta differenza tra le rotazioni assolute degli elementi collegati, ovvero la rotazione relativa è nulla;
  • semirigidi, che non soddisfano le due condizioni precedenti.

Secondo la classificazione per resistenza si possono avere nodi:

  • a cerniera, che devono consentire le rotazioni risultanti sotto i carichi di progetto e la capacità di rotazione deve essere tale da permettere lo sviluppo delle cerniere plastiche necessarie;
  • a completo ripristino di resistenza, che sono in grado di trasmettere le caratteristiche di sollecitazione ultime del meno resistente tra gli elementi collegati;
  • a parziale ripristino di resistenza, che sono in grado di trasmettere le caratteristiche di sollecitazione di progetto ma non quelle ultime dell’elemento meno resistente.

Da un punto di vista realizzativo, i nodi possono essere completamente saldati, completamente bullonati, oppure solo parzialmente saldati o bullonati. La saldatura crea continuità tra i due pezzi da unire mediante fusione, mentre con la bullonatura si utilizzano bulloni, serrati tra i due elementi da collegare. La saldatura completa è la tipologia di unione più utilizzata, poiché è in grado di ridurre notevolmente le rotazioni nodali e quindi porta il comportamento verso l’infinitamente rigido.

Esempio applicativo: calcolo e verifica di nodi in acciaio

IperSpace BIM consente di effettuare l’analisi ed il calcolo di nodi di acciaio tramite l’integrazione con IDEA StatiCa Connection.

nodi in acciaio con IperSpace BIM

Data la presente struttura in acciaio a due piani con sezioni di tipo parametrico, dopo aver eseguito il calcolo, selezionando un nodo si apre la possibilità di Calcolo con Idea StatiCa e si può eseguire lo studio della connessione in acciaio.

Definizione nodi con IDEA StatiCa Steel Connection

Facendo click sul check corrispondente si indica qual è l’asta portante e facendo click su Finito si apre la schermata da cui poter successivamente creare il collegamento.

Selezionando il comando Operazione, si apre una finestra da cui poter attivare un’operazione di produzione; ad esempio si sceglie “giunto con flangia sfalsata”.

A titolo esemplificativo si sceglie di collegare la trave M2 con classe dei bulloni M12 8.8. Successivamente se ne definiscono le caratteristiche:

Si sceglie l’elemento da collegare (M2) e quello a cui è connesso (colonna M4), il tipo di connessione (imbullonato), le dimensioni (al profilo), il tipo di bulloni e di saldatura.

Si collega ora una trave (M1) con un moncone. Dalla finestra delle operazioni precedente si sceglie l’opzione “Moncone piastra con piastra” e dalla finestra successiva se ne particolarizzano le caratteristiche:

Si definiscono la posizione e lo spessore dell’elemento M1, la posizione dei bulloni e tutti gli altri parametri. Per applicare il taglio all’elemento moncone, sempre da “operazione” si clicca su “taglio”. Si seleziona l’elemento (MONC1), si indica da quale elemento è tagliato (M4) e si scelgono i parametri delle saldature.

Per inserire un’apertura sull’anima della trave M1, si va in “Operazione” e si seleziona “Apertura”. Indicando la parte di sezione su cui inserire l’apertura (M1/Anima 1), è poi possibile inserire dei rinforzi. Le caratteristiche sono riportate in figura:

Per collegare la trave M3 con delle squadrette, si utilizza l’operazione “Coprigiunto”:

Si seleziona la piastra dell’elemento sul quale inserire in coprigiunto (M3/Anima 1), si definisce la posizione della piastra (entrambi, per definire una doppia squadretta) e quindi il tipo di profilo (3 – L80x8). Si definiscono poi il profilo e la posizione dei bulloni.

Per aggiungere ulteriori squadrette sulle ali, si effettua una copia dell’operazione di produzione cliccando su “copia”. Si cambia il riferimento (che ora sarà M3/Ala superiore 1), si sceglie una lunghezza del coprigiunto pari a 90 ed una posizione posteriore. I bulloni sono M12 8.8, con posizione diversa dalla precedente (-25 50).

Successivamente si copia questo coprigiunto (formando quindi il terzo), variando la posizione (frontale) ed il riferimento della piastra (M3/Ala inferiore 1).

Infine, andando sempre su “Operazioni”, “Rinforzi”, si aggiungono i rinforzi su M3.

Si definisce lo spessore (9) e la posizione lungo x (120). Come conteggio ripetuto si sceglie 2, in maniera tale da inserire un secondo rinforzo ad una distanza di 100 mm dal primo. Ultimata la modellazione è possibile lanciare la verifica cliccando su “Calcola”. È possibile visualizzare lo sforzo equivalente per il caso di carico corrente:

È inoltre possibile visualizzare le forze di trazione nei bulloni cliccando su “Forze bulloni”. Allo stesso modo verranno visualizzati anche gli sforzi di taglio:

Se si desidera stampare la relazione, è possibile visualizzarla dall’apposita finestra dopo aver concluso il calcolo.

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